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Rincorsa ai bonus, una sfida per gli amministratori

Ormai gli amministratori di condominio, le imprese e tutti i professionisti coinvolti nelle pratiche di cessione del credito, si sono per così dire “abituati” alle corse di fine anno imposte dai vari quadri normativi succedutisi dal 2021. Come ci racconta L’Avv. Massimiliano Barbero del Centro Studi AGIAI ( nella foto ) con la pubblicazione del decreto aiuti quater, il quale ha modificato, tra l’altro, la disciplina del Superbonus che a partire dal 2023 si riduce alla quota del 90%, si imporranno in capo ai vari attori, adattamenti e rettifiche connesse alle programmazioni in corso, mentre per il bonus facciate, che nel corso del 2022 è stato il protagonista indiscusso del rilancio edilizio, connesso al ripristino del decoro architettonico degli immobili, si passerà da una quota del 90% ( nel 2021) ad una quota del 60% con scadenza al 31.12.22. Il primo impatto della manovra comporterà una brusca frenata delle varie attività in corso, da un lato in via consuntiva, per l’incertezza del quadro normativo e dall’altro, sotto un profilo provvisionale di programmazione dei cantieri. Appare evidente che dopo la data del 25 novembre scorso, in mancanza della presentazione della Cilas, insieme a una valida delibera assembleare, tutta l’attività svolta da geometri, ingegneri e coordinatori per la sicurezza, rischia di non essere remunerata anche per l’attuale blocco della cessione dei crediti ed il buon fine delle pratiche presentate.

Avv. Barbero Centro Studi AGIAI
Avv. Barbero Centro Studi AGIAI

Si rammenta infatti che per la convocazione di una assemblea sono obbligatori per legge cinque giorni di anticipo, in difetto del quale le delibere possono essere annullate e impugnate da un condomino dissenziente, il quale potrà dare corso al blocco dei lavori. Al di là della previsione normativa nello spalmare i crediti oggetto di cessione in dieci anni, saranno gli oneri finanziari richiesti dagli istituti di credito direttamente ai condomini e alle imprese cessionarie che hanno applicato lo sconto in fattura che appesantirà il sistema, il tutto aggravato dall’aumento dei costi dei materiali e della manodopera.

Il ruolo dell’amministratore imporrà nuove sfide in termini di aggiornamento e gestione, per una attività che a livello nazionale nel mese di ottobre scorso ha capitalizzato un valore complessivo di crediti ceduti e certificati vicino a 55 miliardi. Sul fronte delle società appaltatrici, che hanno tentato di monetizzare i crediti di imposta derivanti dalla comunicazioni di cessione o sconto in fattura, l’allungamento a 10 anni rischierà di incrinare i rapporti tra banche ed imprese, con grave crisi di liquidità in capo a quest’ultime. Ad oggi il super bonus 110% con un ammortamento a quattro anni veniva pagato sul mercato finanziario circa il 90% del suo valore nominale; per contro, un credito di imposta con un recupero in dieci anni, verrà verosimilmente pagato in una percentuale del 60/65% aggravando in modo significativo la posizione del condominio committente e delle imprese. La nota positiva della scorsa settimana, riguarda invece la figura del Geometra, la cui Cassa di Previdenza, anche al fine di facilitare la cessione dei crediti fiscali, ha sottoscritto con la Banca Popolare di Sondrio, uno specifico accordo al fine di consentire ai propri iscritti, di cedere i crediti fiscali derivanti dall’attività professionale e connessi al Superbonus, Ecobonus e Bonus facciate. Oggetto dell’accordo saranno pertanto i crediti fiscali, sia maturati nel corso dell’attività professionale, sia in qualità di soggetti privati.

IL CENTRO STUDI AGIAI

La pagina dell’AGIAI su La Stampa del 28 Novembre 2022