Nel 2026 la vita condominiale subirà cambiamenti radicali dettati da direttive europee, innovazioni tecnologiche e riforme legislative.
Entro maggio 2026, l’Italia dovrà recepire la direttiva europea Case Green, approvata nonostante l’opposizione dell’attuale maggioranza di governo. L’obiettivo è la riqualificazione energetica degli edifici, un’impresa che si rivela complessa, dato che oltre il 55% degli immobili italiani si trova ancora nelle classi energetiche più basse (F e G), con consumi elevati. I proprietari si troveranno di fronte a scadenze e obblighi per affrontare questi lavori, con la prospettiva di minori risorse pubbliche a sostegno di questi interventi rispetto al passato.
L’Intelligenza Artificiale (AI) è destinata a rivoluzionare la gestione immobiliare, andando oltre l’uso del cellulare. L’AI sarà impiegata per automatizzare i processi amministrativi e la comunicazione, offrire assistenza virtuale ai condomini (es. chatbot per risposte rapide) e ottimizzare la gestione dei fornitori e il coordinamento delle manutenzioni. L’amministratore manterrà ovviamente un ruolo chiave di supervisione e verifica per garantire trasparenza e rispetto delle norme sulla privacy.
A partire dal 31 ottobre 2026 (salvo rinvii), il Giudice di Pace acquisirà una competenza esclusiva più ampia in materia condominiale. Attualmente limitata a liti su modalità d’uso dei servizi e cause su beni mobili fino a 10.000 euro, la sua competenza si estenderà a tutte le cause condominiali, anche di valore superiore. L’obiettivo è di velocizzare la giustizia, dirottando un grande volume di contenziosi dai tribunali ordinari.
Si ricorda, infine, che è in corso un progetto di legge (Atto Camera 2692) per professionalizzare la figura dell’amministratore di Condominio. I cambiamenti principali includono:
- l’iscrizione obbligatoria in un apposito elenco presso il Ministero delle Imprese;
- l’obbligo del diploma di laurea (anche triennale) a indirizzo giuridico o economico per i nuovi amministratori;
- il possesso, da parte del semplice condomino che amministra il proprio stabile, degli stessi requisiti del professionista esterno e una polizza di responsabilità civile.
Nei condomini con più di 20 proprietari, inoltre, diventerà obbligatoria la nomina di un revisore condominiale (iscritto in un elenco ministeriale) con conseguente aumento dei costi, e si richiederà la certificazione annuale delle informazioni sulle parti comuni da parte di una società di consulenza per la sicurezza.
